2011-03-07

Benda Bilili

E' dalle grandi passioni che nascono grandi mutamenti. Ed è stata la grande passione di Reanaud Barret e Florent de la Tullaye che li spinge ad abbandonare una stabile carriera ed una vita tranquilla per partire per temerarie avventure da fotoreporters nel cuore dell'Africa, direzione Repubblica Democratica del Congo.
L'idea i due l'hanno ben stretta in mente girare un documentario sulla urban music congolese, ma ben presto si perdono dietro la caotica e disordinata vita metropolitana dei ghetti del'ex colonia europea a suon di hip hop, blues, funk, rumba, fino a quando non incontrano una band davvero particolare, i Benda Bilili. I componenti del gruppo sono tutti paraplegici, ma a vederli nessuno ispira compassione, tutt'altro sono "nervati" di una forza d'animo fuori dal normale , si spostano nei meandri cementificati e polverosi di Kinshasa su biciclette con i pedali al posto del manubrio, o con roboanti motociclette, portando con se sempre i loro strumenti musicali, di frequente si fermano negli angoli delle strade con i bambini dei ghetti che li accerchiano e cantano e suonano ritmi sincopati africani, e latinoamericani, con una tale energia che se provi solo a sentirli, ti tappi gli occhi per un po' puoi immaginarti lingue di fuoco che suonano quei dannati strumenti musicali. I Benda Bilili non stanno mai fermi puo' sembrare un paradosso ma è cosi tanto che i due reporter hanno spesso sei anni per documentare questa fantastica band, che in questo arco di tempo hanno prodotto un album, sono stati in tuor per il mondo. Quando si dice grandi passioni.